Il meccanismo della buzzword
La struttura del post LinkedIn sulla GEO è sempre la stessa: si cita una dichiarazione vaga di un esponente Google o un numero impressionante decontestualizzato, si evoca lo spettro di chi "nel 2012 diceva che il mobile era una moda", e si conclude che chi non si aggiorna adesso resterà fuori. È un pattern di marketing, non di analisi.
Il problema non è che il cambiamento non esista — esiste. Il problema è che viene presentato come già compiuto quando i dati dicono che siamo ancora in una fase molto embrionale, e che le "nuove pratiche" consigliate sono in larghissima parte pratiche SEO consolidate da anni rinominate con un acronimo più moderno.
Vale la pena guardare cosa dicono effettivamente i numeri.
Il traffico da LLM: dov'è questa rivoluzione?
ChatGPT è oggi il principale referrer AI verso i siti web e manda più traffico di Reddit e LinkedIn messi insieme — ma rappresenta comunque una frazione minuscola del totale. Google processa circa 5 trilioni di ricerche l'anno. Il traffico AI è cresciuto del 165x più velocemente del traffico organico, secondo WebFX, ma partendo da una base così bassa che il confronto è fuorviante: crescere del 1.000% su 10 visite al giorno non cambia la vita di nessun sito.
Detto questo, c'è un dato interessante che va riconosciuto onestamente: secondo Seer Interactive, il traffico da ChatGPT converte al 15,9% contro l'1,76% dell'organico Google. Semrush riporta che i visitatori da LLM convertono 4,4 volte meglio di quelli da ricerca organica. Se fosse accompagnato da volumi significativi, sarebbe una notizia enorme. Per ora è una promessa interessante senza ancora la massa critica per cambiare le strategie di allocazione del budget.
Per chi lavora su SEO locale — professionisti, PMI, attività sul territorio — il fenomeno AI Overview è ancora marginale. La SERP tradizionale presidia oltre il 90% di quel traffico.
Gli AI Overview: il dato che cambia il ragionamento
Gli AI Overview di Google appaiono oggi su circa il 25% delle ricerche negli Stati Uniti, secondo Conductor. In Italia il rollout è più lento. Il CTR organico per le query dove appare un AI Overview è calato del 61% tra giugno 2024 e settembre 2025 — questo è reale e non va minimizzato. Ma c'è un contesto che i post catastrofisti omettono sistematicamente.
Primo: gli AI Overview appaiono prevalentemente su query informazionali — "come funziona X", "cos'è Y". Le query commerciali e transazionali, quelle che portano clienti e conversioni, li attivano molto meno. Il settore e-commerce vede gli AI Overview solo sul 3,2% delle query, il real estate sul 5,8%, stando ad Ahrefs.
Secondo, e più importante: i brand citati dentro un AI Overview vedono il CTR organico aumentare del 35% rispetto a chi non viene citato, secondo la stessa ricerca Seer Interactive. Il che suggerisce che il problema non è l'AI Overview in sé — è non esserci dentro.
E cosa determina se ci sei o no? I dati di SE Ranking di novembre 2025 mostrano che i siti con oltre 32.000 domini referenti hanno 3,5 volte più probabilità di essere citati da ChatGPT rispetto ai siti con autorità bassa. Le pratiche che favoriscono le citazioni negli LLM sono: struttura chiara dei contenuti, dati strutturati, densità di entità, assenza di ambiguità, velocità di caricamento. Esattamente quello che la SEO tecnica e semantica raccomanda da anni.
La controargomentazione onesta: i brand che "spariscono"
La risposta più interessante che ho sentito a queste obiezioni è: "Perché allora ci sono brand con ottimo ranking SEO che spariscono dalle sintesi AI?"
È una domanda legittima — ma manca di un elemento fondamentale: i dati specifici su questi brand. Quando li si analizza caso per caso, emerge quasi sempre la stessa cosa. Non avevano una SEO "ottima" nel senso sostanziale del termine — avevano un buon ranking costruito su link building, ottimizzazione on-page e contenuti quantitativamente abbondanti ma spesso superficiali. Contenuti ottimizzati per la keyword, non per rispondere davvero alla domanda dell'utente. Un problema che riguarda la qualità della SEO, non l'avvento della GEO — come spiego anche nell'articolo sulla scelta di un'agenzia SEO.
BrightEdge ha misurato che l'overlap tra citazioni negli AI Overview e ranking organico è cresciuto dal 32% al 54% tra maggio 2024 e settembre 2025. La direzione è chiara: la SEO di qualità e la visibilità negli AI convergono, non divergono. Chi ha costruito autorità reale su contenuti reali ha meno da temere, non di più.
C'è poi un problema metodologico che nessuno affronta: AI Mode ha una volatilità estrema. Secondo uno studio di SE Ranking su 10.000 keyword, testando la stessa query tre volte, i risultati si sovrappongono solo nel 9,2% dei casi. Come si ottimizza sistematicamente su qualcosa che cambia così radicalmente da una query all'altra?
Cosa è davvero diverso — e perché conta
Non voglio liquidare tutto come fumo. C'è qualcosa di genuinamente nuovo che vale la pena capire, ed è il modo in cui i sistemi di retrieval degli LLM selezionano le fonti rispetto ai motori di ricerca tradizionali.
Google ha un PageRank, un algoritmo documentato, update annunciati e spiegati. Gli LLM cambiano con ogni versione del modello in modi non trasparenti — GPT-3.5 e GPT-5 hanno logiche di citazione diverse e non sappiamo esattamente perché. È un ambiente genuinamente più opaco e volatile. Questo non significa che non si possa lavorarci, ma significa che chi vende framework di ottimizzazione "per gli LLM" con la stessa certezza con cui si parlava di keyword density nel 2010 sta vendendo qualcosa che i dati non supportano.
Quello che sappiamo con ragionevole certezza: i contenuti strutturati, autorevoli, con entità chiare e senza ambiguità tendono ad essere citati di più. Ma questo è esattamente il contenuto che una buona strategia editoriale SEO produce già da anni. Non è GEO. È SEO fatta bene.
La postura di mercato
C'è un ultimo livello da considerare, che è quello della postura di mercato. Rinominare pratiche esistenti con acronimi nuovi serve a differenziarsi in un mercato affollato, a creare urgenza nei prospect, a giustificare nuovi servizi e nuovi prezzi. È una dinamica normale nel marketing — non necessariamente disonesta, ma da riconoscere per quello che è.
Il problema non è chi si posiziona sulla GEO come specializzazione. Il problema è quando il discorso sulla GEO pone un problema immaginario e vende una soluzione immaginaria — prima che esistano metriche affidabili per misurare né il problema né la soluzione.
Quando i volumi di traffico da LLM saranno comparabili a quelli da ricerca organica, quando avremo metriche di visibilità stabili e riproducibili, quando capiremo meglio come i modelli selezionano le fonti — allora il discorso cambierà. Per ora, la cosa più utile che un SEO può fare per i propri clienti è continuare a fare SEO bene: contenuti autorevoli, architettura chiara, autorità costruita su fonti reali. Quello che funzionava ieri funzionerà domani. Con o senza un nuovo acronimo.